Biennale di Venezia 2024

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Biennale di Venezia 2024
Il Dipartimento di Architettura ha aderito alla 60a Esposizione Internazionale d’Arte

Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere
a cura di Adriano Pedrosa  

Programma Biennale Session
Fondazione La Biennale di Venezia
Venezia (Giardini e Arsenale) dal 20.4.2024 al 24.11.2024
Referente per il Dipartimento: prof.ssa Lucia Nucci

Il percorso espositivo del padiglione Venezia in Biennale è opera dell'artista Pietro Ruffo, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Roma Tre.
 
“…Il titolo della 60. Esposizione Internazionale d’Arte è tratto da una serie di lavori realizzati…dal collettivo Claire Fontaine…. Le opere consistono in sculture al neon di diversi colori che riportano in un numero crescente di lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta ripresa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni 2000 combatteva il razzismo e la xenofobia in Italia. La serie di sculture al neon di Claire Fontaine…comprende al momento più di cinquanta lingue – occidentali e no, tra cui diversi idiomi indigeni, alcuni dei quali di fatto estinti.
Il contesto in cui si colloca l’opera è un mondo brulicante di crisi multiformi che riguardano il movimento e l’esistenza delle persone all’interno di Paesi, nazioni, territori e confini; crisi che riflettono i pericoli e le insidie legate a questioni di lingua, traduzione e nazionalità, che a loro volta mettono in luce differenze e disparità condizionate da identità, cittadinanza, razza, genere, sessualità, libertà e ricchezza. In questo panorama, l’espressione “Stranieri Ovunque” assume più di un significato. Innanzitutto, significa che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo ovunque. In secondo luogo, significa che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo e di fatto si è sempre stranieri. Inoltre, l’espressione assume un significato molto particolare e specifico a Venezia: una città la cui popolazione originaria era costituita da profughi provenienti dai centri urbani romani, una città che in passato ha rappresentato il più importante fulcro di scambio e commercio internazionale del Mediterraneo…, e la cui popolazione è oggi costituita da circa 50.000 residenti, ma che nei periodi di alta stagione può raggiungere picchi di 165.000 persone in un solo giorno a causa dell’enorme numero di turisti e viaggiatori (stranieri di tipo privilegiato) che la visitano. A Venezia gli stranieri sono ovunque. Ma si può anche pensare a questa espressione come a un motto, a uno slogan, a un invito all’azione, a un grido di eccitazione, di gioia o di paura: Stranieri Ovunque! E, soprattutto, oggi assume un significato cruciale in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo, dal momento che nel 2022 il numero di “migranti forzati” ha toccato l’apice (con 108,4 milioni secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e si presume che nel 2023 sia ulteriormente aumentato.
Nelle più disparate circostanze, gli artisti da sempre viaggiano e si spostano tra città, Paesi e continenti; un fenomeno addirittura in accelerazione dalla fine del XX secolo che, ironicamente parlando, è stato un periodo contrassegnato da crescenti restrizioni rispetto alla dislocazione o allo spostamento degli individui. Biennale Arte 2024 punta dunque i riflettori su artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, emigrati, esiliati o rifugiati, in particolare quelli che si muovono tra il Sud e il Nord del mondo. E qui i temi chiave sono migrazione e decolonizzazione…” Adriano Pedrosa - Curatore