Un robot “chirurgo” prova a svelare gli enigmi irrisolti della Buona Ventura di Caravaggio

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Un robot “chirurgo” prova a svelare gli enigmi irrisolti della Buona Ventura di Caravaggio

Roma, 06 maggio 2026– Prende il via presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini una nuova campagna di indagini diagnostiche non invasive sulla Buona Ventura di Michelangelo Merisi da Caravaggio, realizzata grazie a un innovativo sistema XRF scanner basato su braccio robotico. L’attività è condotta dalla INFN Sezione di Roma Tre, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, sotto il coordinamento scientifico del Prof. Luca Tortora. L’operazione si inserisce nel quadro del progetto EAR - ENACTING ARTISTIC RESEARCH (Work Package 2), incentrato sulla ricerca artistica e diretto da Costanza Barbieri dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’indagine è realizzata in stretto raccordo con la Sovrintendenza Capitolina, diretta dal Prof. Claudio Parisi Presicce, e con i Musei Capitolini, diretti dalla Prof.ssa Ilaria Miarelli Mariani.

Questa innovativa metodologia diagnostica consente la mappatura degli strati pittorici in relazione ai pigmenti, permettendo di distinguere le stesure superficiali da quelle sottostanti e di individuare eventuali elementi nascosti dell’underpainting. Nel caso specifico della Buona Ventura, la presenza di una versione pittorica soggiacente — già evidenziata dalle indagini radiografiche degli anni Settanta e da successive analisi promosse dalla Sovrintendenza Capitolina — rende l’opera un caso di studio particolarmente significativo. L’applicazione della Macro XRF mapping potrebbe infatti fornire nuovi dati utili all’attribuzione della Madonna con Bambino sottostante, un enigma ancora aperto nel dibattito critico caravaggesco.

La nuova campagna diagnostica mira alla realizzazione di mappe chimiche ad alta risoluzione anche su superfici non planari, con l’obiettivo di caratterizzare i materiali pittorici, approfondire le tecniche esecutive e indagare ulteriormente la presenza del dipinto soggiacente, chiaro esempio di riuso della tela.
“Testare una strumentazione così avanzata su un’opera come questa è fondamentale per comprendere più a fondo la storia del dipinto soggiacente e le trasformazioni che l’opera ha subito nel tempo,” sottolinea Costanza Barbieri, responsabile del progetto EAR WP2, evidenziando il valore di queste indagini per la lettura storico-artistica del capolavoro. Le indagini si inseriscono in un più ampio progetto di studio che ha coinvolto anche opere di grande rilievo storico-artistico, tra cui il Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio, opera esposta nella mostra sul Non finito nell’ambito del progetto EAR e in partenariato con INFN.
Le analisi sono eseguite tramite scansioni macro a fluorescenza ai raggi X (MA-XRF), una tecnica completamente non distruttiva che consente di ottenere vere e proprie immagini della distribuzione degli elementi chimici presenti nei pigmenti. L’introduzione del braccio robotico rappresenta un avanzamento significativo: il sistema è infatti in grado di adattarsi alla morfologia della superficie pittorica, mantenendo una distanza costante grazie a sensori avanzati e garantendo una precisione micrometrica.
“L’INFN dispone di una rete dedicata allo sviluppo di strumentazione per applicazioni nei beni culturali, chiamata INFN CHNet - spiega il Prof. Tortora questa attività rientra nelle linee di ricerca legate all’applicazione della fisica in diversi ambiti, tra cui l’arte e il settore medico. Il sistema utilizzato è basato su un braccio robotico ‘medical grade’, progettato per operazioni chirurgiche a distanza con precisione micrometrica. Oggi questa tecnologia viene impiegata per movimentare una sorgente di raggi X, adattandosi in tempo reale alla superficie dell’opera”.
“I vantaggi sono molteplici - prosegue Tortora -l’ingombro è minimo e consente al pubblico di continuare a fruire dell’opera durante le indagini. Inoltre, permette di studiare superfici complesse, come affreschi su volte curve o oggetti tridimensionali, e di raggiungere zone difficilmente accessibili con scanner tradizionali bidimensionali”.

La campagna è realizzata da un team multidisciplinare che integra competenze scientifiche e storico-artistiche, con il contributo del Dr. Valerio Graziani dell'INFN Roma Tre e Giulia Iorio, dottoranda del Dipartimento di Scienze dell'Università Roma Tre e il supporto storico artistico della Dott.ssa Federica Maria Papi, responsabile delle attività tecnico-scientifiche della Pinacoteca. L’iniziativa si colloca nell’ambito della convenzione attiva fin dal 2015 tra la Sovrintendenza Capitolina e l’Accademia di Belle Arti, finalizzata alla promozione congiunta di progetti culturali, artistici e di ricerca. In questo contesto è nata la mostra Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, allestita presso la Pinacoteca Capitolina dal 15 gennaio al 12 aprile 2026 e prorogata fino al 14 giugno. La mostra, curata da Costanza Barbieri (EAR -ABARoma) e promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – è stata organizzata dall’Accademia di Belle Arti in collaborazione con la Direzione Musei Civici e la Sovrintendenza Capitolina.
 
Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di trasferimento tecnologico e di dialogo tra scienza e arte, aprendo nuove prospettive per lo studio, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.